Alonte

la realta’

della piccola Alonte

Il Comune di Alonte è una piccola realtà di 1.662 abitanti, è situato alle pendici dei Colli Berici, in provincia di Vicenza. Il nome del paese si trova citato per la prima volta in antichi documenti medioevali: sembra accertato che ad Alonte esistesse un sistema di fortificazioni che comprendeva la Chiesa Vecchia, un tempo detta “Santa Maria del castello”, situata sulla sommità del colle antistante il paese, un castello, di cui resta oggi qualche traccia, forse distrutto intorno al 1312 durante le lotte tra Vicentini e Scaligeri contro i Padovani, e alcune tombe alto-medioevali, ancora ben visibili.
In epoca scaligera Alonte fu proprietà della nobile famiglia vicentina dei Proti, a cui poi subentrarono i Traversi. L’unica frazione del Comune è Corlanzone, il cui nome deriva da “curtis” di Lanzone. Nel suo centro si erge la Chiesa dedicata a San Michele. Il territorio di Alonte, fertile e verdeggiante, era un luogo prediletto da nobili famiglie veneziane come luogo di villeggiatura nel XVI secolo. L’unica villa rimasta del periodo è Villa Trevisan, un tempo appartenente ai nobili Traversi, con un loggiato in stile gotico.

Comune di Alonte

Oggi, il centro abitativo è racchiuso in una piccola valle costeggiata da due colline. Grazie a questa posizione protetta, il clima è piacevole in generale per tutto l’anno e le piogge non sono frequenti.

Il Comune ha avuto una crescita demografica significativa negli ultimi vent’anni, raggiungendo i 1662 abitanti. Il dato rilevante è che la media anagrafica tra gli abitanti è di 35 anni, per cui si tratta di un paese molto giovane.

alonte

racchiusa in una piccola valle protetta da due colline

guida

La storia

Il toponimo può essere rinviato ad un termine prelatino lonta “buca fonda”; tuttavia può anche essere inquadrato nelle denominazioni idronimiche diffuse in Europa. Si può infatti confrontare con una forma alont- (lettone aluôts “sorgente”, lituano Alanta nome di fiume), che compare con diverso vocalismo nell’idronimo Alento, alla cui origine è stata posta una base al- “scorrere”.

[Fonte: Wikipedia]

Sul colle che sovrasta Alonte sono stati rinvenuti, in una piccola necropoli rupestre (IV-VI secolo a.C.) strumenti di selce, terrecotte e frammenti metallici. Sul versante meridionale del colle si possono osservare una serie di antiche fosse funerarie scavate nella roccia. Ben visibili sono otto tombe di forma rettangolare.

Il nome del paese si trova per la prima volta citato in antichi documenti medioevali. Nel 753 il nome appare in un manoscritto, e riappare assieme a quello della frazione Corlanzone nel 1545 in un documento relativo ai beni donati al vescovo di Mantova dal marchese Almerico.

Negli ultimi anni del IX secolo, durante le invasioni degli Ungheri, sembra accertato che ad Alonte esistesse un sistema di fortificazioni che comprendeva la chiesa parrocchiale, che perciò un tempo era detta Santa Maria del castello.

Scarse notizie si hanno del castello medioevale, di cui esiste oggi qualche traccia, forse distrutto intorno al 1312 o al 1313, durante le lotte di Vicentini e Scaligeri contro i Padovani. Il Maccà ricorda che nel 1312 il villaggio di Alonte fu devastato ed incendiato, tanto che “stando in Lonigo miravasi il fumo di questo incendio”.

In epoca scaligera ad Alonte ebbe proprietà la nobile famiglia vicentina dei Proti, a cui poi subentrarono i Traversi. Vi furono infeudati i Fracanzani, già dal 1315 feudatari di Orgiano, al cui vicariato Alonte era alternativamente collegato.

L’antica chiesa di Alonte, citata nelle rationes decimarum del 1297-1303, sorse sul castelliere, fuori dal borgo.
Accanto all’edificio sono visibili ancora oggi delle spesse muraglie. La chiesa, poi, nel 1631 venne ricostruita e dedicata a San Biagio. Restò chiesa parrocchiale fino al 1878, quando fu abbandonata perché pericolante.

Nel 1868 si avviò la costruzione della nuova parrocchiale, progettata dall’ingegnere Antonio Trevisan ed innalzata all’interno del paese; subì poi modifiche e restauri nel ’35 ed anche più recentemente. All’interno l’unica navata circolare è sovrastata da una luminosa cupola semisferica.

Oltre all’altare maggiore, l’interno presenta due altari, uno con una pala di san Biagio e l’altro con la statua della Madonna col Bambino, risalente al 1892.

Chiesa parrocchiale di S. Biagio in Alonte.

Campanile della chiesa parrocchiale di Alonte.

Chiesa di S. Michele in Corlanzone (2006?).

Chiesa di S. Michele in Corlanzone (2018).

Nel centro della frazione di Corlanzone (il cui nome deriva da curtis di Lanzone) troviamo la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. I nomi del luogo e del santo sono testimonianza della presenza di una curtis longobarda.

Il territorio di Alonte, fertile e verdeggiante, era prescelto da nobili famiglie veneziane come luogo di villeggiatura nel XVI secolo.
L’unica villa rimasta del periodo è Villa Trevisan, un tempo appartenente ai nobili Giustinian, con un loggiato in stile gotico.

[Fonte: Wikipedia]

Ecco i punti d’interesse del paese:

  • Chiesetta di Santa Savina: è la chiesa più antica di Alonte, recentemente restaurata.
  • Chiesa Vecchia: i resti di questa chiesa sono visibili sulla sommità del colle antistante Alonte, frequentato sin dalla preistoria per la sua posizione isolata, facilmente difendibile e per la vicinanza all’acqua e ad altre risorse. Lo attestano strumenti di selce, terrecotte e frammenti metallici rinvenuti e risalenti all’Età del Bronzo. Si giunge al rudere della chiesa percorrendo una strada chiamata “romana” a causa del selciato in ciottoli, anche se il corretto collocamento storico di quest’ultima è da ritenersi l’alto-medioevo.
  • Chiesa di San Biagio: si tratta della Chiesa parrocchiale, posta al centro del paese. Fu progettata dall’ingegnere del luogo Antonio Trevisan e venne consacrata il 10 febbraio 1878 quando la Chiesa Vecchia sul colle era già stata abbandonata. All’interno, l’unica navata circolare è sovrastata da una luminosa cupola semisferica.
  • Chiesa di San Michele: risale al sec. XIV e presenta la volta della sua lunga navata centrale interamente affrescata. Il recente restauro ha riportato alla luce tutta la sua preziosità e bellezza.
  • Tombe alto-medioevali: sul versante meridionale del colle si possono osservare una serie di antiche fosse funerarie scavate nella roccia. Sono rimaste visibili otto tombe di forma rettangolare e dimensione tali da contenere un corpo umano.
  • Grotta dei Mulini: la grotta di Alonte si trova poco più a nord della sorgente ad essa collegata. L’imboccatura si apre alla base di una grande cengia a strapiombo, ove recentemente è stata attrezzata una palestra di roccia. La grotta è stata oggetto di varie spedizioni speleologiche che hanno accertato uno sviluppo di 670 m (seconda cavità naturale più lunga dei Berici) con un dislivello rispetto all’ingresso, da -5 a 11 m.

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