Sentiero 43 – Monti di Meledo

Gradevole escursione per viottoli di campagna e sentieri nel bosco, dagli argini del fiume Guà fino ai colli sopra Sarego e Meledo Alto. Consente l’osservazione di un’intensa attività agricola collinare e di fondovalle, caratterizzata da ordinate colture che si estendono tra contrade e casolari isolati.

Attrezzatura, abbigliamento e consigli

  • Scarpe solide con suola carro armato antiscivolo, zainetto oppure bicicletta normale, meglio se MTB, non quelle da corsa (Il tempo deve essere asciutto da più giorni);
  • L’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione;
  • Portare con se un po’ di acqua e viveri;
  • Portare la carta topografica, la bussola, il kit di pronto soccorso, telefono cellulare con i numeri telefonici utili.

Dettagli Sentiero 43

Parcheggio auto ???
Punto di partenza Piazza di Meledo
Difficoltà tecnica Nessuna (percorso di facile percorrenza); adatto a persone di sana costituzione fisica e psicologica
Lunghezza del percorso Km 14 circa
Dislivello in salita e in discesa tra m. 40 e m. 200
Tempo di percorrenza Ore 3,5 circa

nel percorso

Punti di osservazione

Casa Velo

(1)

Si esce dal paese per via Damiano Chiesa e si segue via Casa Velo che conduce all’altura isolata dove si sviluppa, in posizione dominante, il complesso padronale di origine quattro-cinquecentesca di Casa Velo (fu dei conti Arnaldi e poi dei conti Velo che nel ‘600 eressero la cappella gentilizia accessibile dalla pubblica via). Si continua per la strada alla base dell’argine sinistro del Torrente Guà (già Strada Vicinale dell’Argine), si scorgono i resti di una “chiusa” che permetteva di dare acqua all’antistante Campagnola e al suo mulino.

Chiesetta di S. Eusebio

(2)

Passando sotto al cavalcavia si può andare a vedere cosa resta del vecchio mulino ad acqua: alcune macine abbandonate e la roggia con il salto d’acqua. Proseguendo sotto l’argine, dopo un chilometro si giunge alla Strada Provinciale 500. Senza uscire in strada, per un passaggio obbligato di duecento metri tra il guardrail e il Fiumicello Brendola si giunge presso la “chiavica” del Canale Dugale. Si attraversa con prudenza la statale e si continua per via Massina, che segue il margine meridionale dell’omonima valle. Si oltrepassa la base della prima dorsale montuosa continuando per stradine campestri. Giunti al piede di un’altra dorsale presso Ca’ Cantonà la si risale e si attraversa un boschetto dopo il quale si potrà notare verso valle la chiesetta di S. Eusebio.

Capitello Mater Divinae Gratiae

(3)

Giunti al Castelletto, al curioso capitello della ”crosara” si prosegue in salita (breve tratto comune con il sentiero n. 42 delle Grotte di Sarego). Ad un bivio si devia a sinistra per un viottolo marcato da “muretti a secco”. Si arriva quindi ad un capitello votivo dedicato alla Mater Divinae Gratiae. Si continua a sinistra per un tratto piano che poi discende verso valle per la massima pendenza. Tenendo la sinistra si esce vicino alla Fontana Coperta al margine della “campagna” che si estende attorno al complesso rurale della veneziana.

Variante della Veneziana

(4)

(Collegamento a Valle per la Strada Vicinale del Colle) Lasciato il rustico sulla sinistra si sale costeggiando il monte, per tratti campestri si risalgono le pendici settentrionali del Monte Gallo: è un bel percorso in mezzo al bosco ceduo integro, con roveri, carpini e, nel versante più a tramontana, castagni che si conclude alla testata del Fosso del Monte Gallo.
Superata un’abitazione isolata, poco prima di arrivare alla strada principale, si gira a sinistra per un viottolo stretto che termina in un vigneto da cui si procede verso la contrada.

Variante del Maso

(5)

(Gradevole tratto della Strada Vicinale del Maso fiancheggiata dal torrentello Fosso del Monte Gallo) Aggirando la contrada si sale a destra costeggiando il colle e giungendo in alto sul versante della Costa Benedetta.

Variante della Costa Benedetta

(6)

(Tratto aperto e soleggiato che attraversa tutta la costiera omonima per la Strada Vicinale del Perarolo) All’attraversamento della strada Meledo - Grancona si aggira verso est un grande cantiere minerario. Seguendo le indicazioni e orientandosi con la mappa si avanza tra boschetti e radure giungendo al vecchio “Roccolo” di pietra, poi si scende un po’, tenendo la sinistra si passa per il Monte del Prete e si costeggia nel bosco un’ampia dolina ben coltivata a vigneto. Arrivati alla strada bianca si prende a sinistra dirigendosi verso il nucleo rurale delle Cà Lombarde. Un tratto di mezzo chilometro di strada asfaltata discendente verso Casa Soldà è necessario per prendere via Graone. Si attraversa in piano il versante montuoso ben coltivato a viti e ciliegi con ottimo panorama sulla pianura Berico-Lessina e il gruppo montagnoso delle Piccole Dolomiti. Appena dopo la Contrada Feo (da faggio, faggeto) si noterà la grande fontana ristrutturata, un’altra sorgente si trova lungo la strada poco più a valle, mentre poco a est della Contrada Graona, in un allevamento, c’è l’ultima sorgente di questo giro: la Fontana Pestalaglio
Arrivati in piano alla Vanderia si punterà verso il paese seguendo il Fiumicello Brendola.

fine

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