Sentiero 42 – Grotte di Sarego

Facile passeggiata sulle colline della “Riviera” Berica occidentale. Consente alcune varianti che accorciano o allungano l’escursione a piacere.

Attrezzatura e abbigliamento consigliati

  • Scarpe solide con suola carro armato antiscivolo, zainetto;
  • Indossare pantaloni lunghi, il resto dell’abbigliamento deve essere adeguato alla stagione;
  • Portare con se un po’ di acqua e viveri;
  • Portare la carta topografica, la bussola, il kit di pronto soccorso, telefono cellulare con i numeri telefonici utili.

Dettagli Sentiero 42

Parcheggio auto ???
Punto di partenza a piedi Piazza di Sarego
Difficoltà tecnica Nessuna (percorso di facile percorrenza); adatto a persone di sana costituzione fisica e psicologica
Lunghezza del percorso Km 8
Dislivello in salita e in discesa tra m. 40 e m. 230
Tempo di percorrenza Ore 2-3

nel percorso

Punti di osservazione

Il centro di Sarego

(1)

Dal centro di Sarego ci si dirige verso la chiesa, dedicata alla Madonna Assunta, salendo per la scalinata che porta sul piazzale dal quale si gode di un bel panorama. Si segue in salita per 2-300 metri la strada principale delimitata dal muro di cinta di Villa Manzoni che si nota a valle. Prima di giungere al bivio (quota 90,20) si osservi a sinistra un primo affioramento di tufi vulcanici stratificati; si devia quindi a destra seguendo via Crosetta. Si passa davanti a una cisterna d'acquedotto e ad alcune abitazioni; prima dell'ultima casa e sotto la strada si trova la vecchia fontana di contrada con abbeveratoio e lavello, ombreggiata da piante di bagolaro. Si abbandona poi la strada per la campestre a fondo naturale a sinistra tra coltivi e un filare di gelsi; ad una pozza per l'acqua si sale attraverso un boschetto compiendo un paio di curve e immettendosi prima su una stradina privata, poi sulla Strada Peociosa. A sinistra si segue la via principale in direzione nord-est giungendo al termine della salita presso alcune doline a sud del Monte della Nebbia.

Inizio variante delle Grotte

(2)

L'itinerario devia a est per un viottolo a fondo naturale che risale un'altura e continua pianeggiante tra coltivi e lembi di bosco per la vecchia Strada Comunale di Forlarea. Verso nord si scorge l'abitato di Grotte di Sarego; osservando la segnaletica si avanza giungendo presso la località Forlarea da dove, seguendo la carrareccia (Strada Vicinale delle Zeggie) si attraversa un'ampia zona pianeggiante ben coltivata. Si esce in strada asfaltata presso un bel capitello di S. Antonio da Padova; misteriosa e di più antica origine è il cippo di pietra che gli sta di fronte.

Inizio variante della Rocchetta

(3)

Al bivio 200 metri più avanti si scorgono alcune bocche di accesso alle priare dalle quali si estraeva la famosa ``Pietra di Vicenza``.

Inizio variante del Buso della Giareta

(4)

Proseguendo a sinistra per via Dalla Prà si rasenta la ``Palazzina``

Inizio variante della Fontana Granda

(5)

Giungendo a un quadrivio con una piccola edicola votiva di S. Antonio. Si devia a sinistra per la carreggiabile della Mezzavia (già Strada Comunale della Palazzina) discendendo un gradevole percorso di crinale. Poco prima della contrada Castelletto si osservi l'ordinato paesaggio agricolo e la tipica casa rurale di sinistra, con portico, pollaio, porcile, forno e ``lissiara``. Al capitello della contrada si svolta a sinistra giungendo in una vallecola dove dopo l'ampia curva della strada (quota 112,90) affiorano delle argille colorate la cui impermeabilità è il principale fattore della presenza di sorgenti in zona. Verso valle s'intravvede l'ameno poggio con ciò che resta dell'antico monastero di S. Eusebio. Percorrendo l'ultimo tratto che porta verso il paese, si osserverà a destra il versante basaltico testimone della grande fuoriuscita di materiale vulcanico che si estende fino ai Lessini, qui sepolto da ulteriori sedimenti marini come dimostrano i calcari fossiliferi del cucuzzolo di quota 109,60. Al bivio di quota 57,90 si volterà a sinistra per Via Gambarina passando per un laghetto di pesca sportiva (il Brolo), scendendo invece verso il Busentin si potrà vedere il vecchio ``mato`` della contrada (pozzo con pompa). In ogni caso sarà facile raggiungere il punto di partenza presso il quale i più interessati potranno scoprire un'altra curiosità: la vecchia ``giazara`` comunale (ghiacciaia).

Variante delle Grotte

(6)

Raggiunge l'abitato di Grotte con la chiesetta del 1840 dedicata alla Beata Vergine Addolorata. Pellegrini anche dal basso veronese affluivano per la tradizionale sagra con solenne processione votiva della Madonna.

variante della Rocchetta

(7)

Discende la dorsale della Rocchetta per l'omonima strada comunale

Variante della Fontana Granda

(8)

100 metri prima della ``Palazzina`` un sentiero discende alla Fontana Granda e da lì attraverso il bosco sul sentiero principale.

Variante del Buso della Giareta

(9)

Allungando di qualche Km l'itinerario.
Seguendo via Monte Paolina si giunge alle Case Frigo (quota 220) dove si nota un caratteristico pozzo in pietra datato 1858. più avanti si noterà a destra la grande dolina chiamata Valle del Lago. Attraversata la strada asfaltata si continua per strada bianca giungendo presso località La Busa. Con brusca deviazione a sinistra l'itinerario prosegue lasciando poi ancora la possibilità all'escursionista di un ulteriore allungo verso il Monte Baralde (m 248) sulla sottostante Val Liona. Giunti comunque al Buso della Giareta si prosegue lungo Via Dalla Prà che si raccorda all'itinerario principale.

fine

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