Pozzi, sorgenti e fontane

Risorsa naturale

le fonti d’acqua

Nel territorio Leoniceno, un po’ ovunque nel corso dei secoli passati, l’approvvigionamento dell’acqua veniva effettuato per i cittadini in punti ben precisi, dove esistevano pozzi e fontane; per i proprietari dei fondi agricoli (case padronali e ville) invece, la risorsa acqua era ad uso e consumo privato.

 

Per chi abitava in collina, la risorsa acqua è sempre stata un grosso problema. Per questo si utilizzavano sorgenti e fontane e si costruirono pozzi appositamente studiati e funzionali, con tipologie e strutture diverse.

 

In ogni caso, per la loro costruzione, si usavano preferibilmente materiali di facile reperibilità, come la pietra e la pietra tenera per le decorazioni, mattoni, ferro e legno.

 

Il rilievo dei Berici, a causa della sua conformazione geologica e morfologica, dà origine a fenomeni carsici, i quali attraverso le doline e altri sistemi di assorbimento delle acque, alimentano le sorgenti e quindi riduce al minimo la presenza di acqua in superficie.

Le sorgenti più consistenti sui nostri monti si trovano in località Acque e Monticello; sorgenti minori si trovano in altre località, mentre i pozzi sono sparsi un po’ ovunque. Si ricordi inoltre il Pozzo della Spelta, pozzo che si trova tra le località Montorio e Monte Pozzetto ad una quota di 163 metri, costruito in maniera inusuale sul bordo di una dolina al margine del bosco.

 

Le due fontane più celebri sono la Fontana del lavello, in località Monticello, e la fontana-lavatoio situata in località Acque, dalla quale si può godere di un magnifico panorama sulla pianura veneta.

Da ricordare è anche Almisano, zona di risorgive tra le più importanti del Veneto, che fornisce acqua ad un’area vastissima e che ricorda anche nei toponimi di alcune sue vie la presenza di numerosi ruscelli e canali.

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