L’olio Extra Vergine d’oliva Vicentino

colore verde oro

con un sapore delicato

Il Vicentino, con oltre 40.000 piante, prevalentemente della varietà Frantoio, ha una produzione globale di circa 900 quintali d’olio all’anno. La qualità del prodotto ottima, ha un grado di acidità molto basso, un gusto delicato, quasi dolce, rotondo, con un leggero retrogusto piccante.
Le zone tipiche di coltivazione dell’olivo sono, per quanto riguarda Lonigo, quelle delle pendici dei Colli Berici. Questi areali di produzione sono stati riconosciuti e tutelati dalle Denominazioni di Origine Protetta Olio extravergine d’oliva Veneto Euganei e Berici.
La tecnica migliore, più rispettosa dei frutti ma anche più costosa, che consiste nella raccolta a mano delle olive ancora verdi una ad una.

Nella maggioranza dei casi e per velocizzare la raccolta si utilizzano speciali pinze che rastrellano le olive dai ramoscelli facendole cadere su reti stese ai piedi dell’albero. Dopo la raccolta le olive sono avviate alla frangitura entro un periodo di tempo che non deve superare i quattro giorni, durante i quali i frutti vanno conservati in particolari contenitori forati posti in ambienti freschi e areati (questo per non far accumulare all’olio un eccessivo grado di acidità.

Avviene infine la frangitura, attraverso due tipi di impianto: quello discontinuo, il più diffuso, dove grandi macine di pietra preparano l’impasto che poi, disposto su supporti circolari di fibra, verrà pressato, e quello continuo, dove le olive vengono schiacciate da una macina a martelli cilindrici rotanti. L’impasto ricavato viene infine inviato ad una centrifuga per l’estrazione dell’olio.
L’olio deve presentarsi di colore verde-oro da intenso a marcato, con un sapore delicato leggermente amarognolo, un profumo delicato e fruttato di varia intensità e un grado di acidità inferiore allo 0,6%. A beneficio della qualità del prodotto, sulle tre zone vigilano i tecnici del servizio fitosanitario provinciale dell’Istituto Strampelli di Lonigo, la cui azione quella di proteggere le colture promuovendo l’applicazione delle tecniche della cosiddetta difesa integrata che prevede l’abbinamento di azioni colturali (impianto, potatura ecc.) ad azioni di difesa fitosanitaria vere e proprie contro le principali avversità biologiche.

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